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Lac de Saint Cassien e Lago di Bolsena

Cassien e Bolsena. Le due acque più celebri al mondo, due volti della stessa ossessione. Una leggenda francese e un vulcano italiano uniti in un’unica storia.

Lac de Saint Cassien, la prima storia

Pesco carpe con le boilies dalla prima metà degli anni Novanta e, in questi oltre tre decenni, ho visitato davvero un numero straordinario di spot diversi in tutta Europa. Sono stati fiumi e torrentelli europei, laghi alpini, cave di ghiaia, laghi naturali e anche laghi con acqua salmastra. Se dovessi scegliere in assoluto l’acqua top di sempre, probabilmente non ci riuscirei, perché metto Lac de Saint Cassien e Lago di Bolsena insieme al primo posto. La scelta di Cassien è abbastanza comprensibile: è la Mecca del carp fishing, dove la storia della pesca delle carpe giganti con le boilies è stata scritta a caratteri cubitali, e inoltre lì ho catturato quello che allora era il pesce della mia vita.

Canne da carp fishing su un rod pod in acqua sul lago Lac de Saint Cassien

I ricordi di Cassien sono un po’ avvolti nella nebbia per via dei quasi 15 anni trascorsi. Una nebbia resa un po’ più fitta da un’insolita combinazione di tre fattori: 1. ho catturato il pesce della mia vita, 2. era il mio compleanno e 3. nel supermercato lì vicino c’era un’offerta sul Glenfiddich 12 anni.

A posteriori mando un grande grazie a Tomáš Blažek, che ci ha permesso di programmare la nostra spedizione in modo da dare loro il cambio sul posto presso il braccio occidentale.

Nei primi giorni sono riuscito a portare a guadino due splendide carpe specchio, la più grande del peso di 26,5 kg. Entrambi i pesci, identica abboccata brutale, con i cuscinetti del mulinello che sembravano quasi fondere, seguita da una mezz’ora di carosello. Il pesce continuava a girare in profondità ad alta velocità attorno alla barca, per di più vicino a una grande boa di distanza: pura scarica di adrenalina.

Zdeněk Vašek con un’enorme carpa del lago Lac de Saint Cassien

Dopo queste catture ho lasciato il mio posto produttivo ai miei due amici e ho continuato a pescare solo con due canne. I ragazzi hanno avuto entrambi un pesce grosso in canna; il compagno slovacco è riuscito a portarlo a guadino, mentre all’altro amico, dopo venti minuti di combattimento, è rimasto impresso nella memoria visiva il ricordo del nodo che si scioglieva tra il nylon principale e lo shock leader.

Zdeněk Vašek tiene in mano una grande carpa specchio del lago Lac de Saint Cassien

Nella seconda metà della spedizione ho funzionato soprattutto da collegamento logistico con il supermercato distante 10 km, dove abbiamo ridotto in modo significativo le eccedenze di magazzino di Glenfiddich. Andavo con una bici presa in prestito, con una sella estremamente stretta, e dotato di uno zaino enorme. Il compagno slovacco, infatti, beveva come un cammello e voleva continuamente che gli portassi da 6 a 10 bottiglie grandi di acqua minerale. La combinazione di una strada stretta e malmessa, piena di buche, dello zaino pesante e della sella stretta portava a un intenso massaggio involontario delle parti delicate, ma nemmeno questo mi ha rovinato la gioia di pescare in un posto del genere.

Per quanto ricordo, un’esca molto efficace era uno snowman con una pop-up all’ananas, completamente ricoperto da una pasta liquida al fegato molto aromatica.

Abbiamo concluso la settimana di pesca con una cena in un ristorante con vista sul lago, coronando così una spedizione molto riuscita in un luogo leggendario di cui fino ad allora avevamo soltanto letto con invidia sulle riviste di pesca. Nei tuoi viaggi ti capita spesso di imbatterti in laghi grandi, belli e anche misteriosi, con grandi carpe, ma pochi laghi hanno qualcosa in più, qualcosa come il fascino di una bella donna, e questa combinazione porta l’intensità dell’esperienza a un livello mai conosciuto prima. Ecco, questo è esattamente Lac de Saint Cassien, tutto in un unico pacchetto ben confezionato.

Lago di Bolsena, la seconda storia

Canne da carp fishing su un rod pod sulla riva del Lago di Bolsena, con una barca in acqua

Cassien era una spedizione mirata alle grandi carpe, mentre la visita al Lago di Bolsena rientra nella categoria vacanza in famiglia con sorpresa. Per fortuna mia moglie, tollerante nella scelta delle destinazioni per le vacanze, condivide con me l’opinione che in qualunque mare ci siano poche carpe per i miei gusti. Lo svantaggio dal punto di vista della pesca è che il posto di pesca è determinato dalla posizione dell’alloggio e non puoi sceglierlo in base alla probabilità di catturare una grande carpa.

Per caso ci siamo imbattuti in splendidi appartamenti con spiaggia privata, su un terreno completamente circondato da alte siepi di tuie, vicino alla cittadina di Bolsena, con una magnifica architettura antica. Un’enorme distesa d’acqua, sulla quale si vede la curvatura della Terra, e un’acqua estremamente pulita e calda. Quando ci stai dentro fino al collo, riesci a vederti benissimo le dita dei piedi. Temperatura all’ombra di 38 gradi e temperatura dell’acqua in superficie di 31 gradi; probabilmente potrei immaginare anche un tempo migliore per pescare le carpe... 🙂 Siamo stati sul lago due volte, nello stesso posto, due famiglie con bambini, quindi sarà il riassunto di due vacanze in famiglia con sorpresa.

Un ragazzo tiene in mano una carpa catturata sul Lago di Bolsena
Un giovane pescatore è seduto sulla riva del Lago di Bolsena e tiene in mano una grande carpa
Un giovane pescatore con una grande carpa catturata sul Lago di Bolsena

Ci siamo divisi i compiti: io e il mio amico esploravamo l’ittiofauna di Bolsena, mentre le donne con i bambini giravano i numerosi monumenti storici nei dintorni immediati. La prima uscita è andata avanti fino a mercoledì senza contatti; poi, con una pop-up, sono riuscito a tirare fuori a fatica un piccolo cucciolo squamato, bassissimo, di circa 70 cm. Mercoledì ho deciso di unire una gita di famiglia al mare a una visita in un negozio specializzato di carp fishing nella cittadina di Montefiascone. Il proprietario era molto comunicativo e ci ha consigliato le profondità più produttive nel nostro tratto, cosa che si è rivelata un’informazione davvero fondamentale. Al ritorno abbiamo spostato i punti di pesca nelle profondità consigliate e abbiamo aspettato. Sul Lago di Bolsena, come su molti laghi italiani, è consentita la pesca con reti e tramagli. Ogni sera, al calare del buio, arrivavano le barche e posavano i tramagli esattamente sopra i nostri punti di pesca, per poi recuperarli prima dell’alba.

Giovedì era ancora senza contatti e la partenza di sabato si avvicinava. Venerdì, poco prima dell’alba, hanno cominciato a succedere cose. Una lunga partenza senza compromessi mi ha accelerato fuori dal sacco a pelo e il pesce allamato si prendeva decine di metri di filo, finché non è rimasto bloccato nelle piante acquatiche. Dato che sull’acqua, sopra il punto dell’abboccata, c’era un gran movimento di motoscafi per il recupero delle reti con il pescato, mia moglie l’ha valutato come rischioso e si rifiutava di lasciarmi uscire in acqua con il gommone a remi. Ho rischiato di strappare il pesce, l’ho tirato fuori di forza dalle piante acquatiche e ho iniziato a portarlo lentamente verso riva. Purtroppo, a circa 100 metri dalla riva, la carpa è rimasta di nuovo bloccata nelle piante acquatiche e questa volta non c’era verso di muoverla. Siccome non volevo perdere il pesce, nonostante le proteste della legittima consorte, mi sono seduto nel gommone e ho remato fino a portarmi sopra la carpa appesa. Con la mano sono riuscito a liberare di nuovo il pesce e in superficie è apparso un enorme groviglio di piante acquatiche, dentro il quale, almeno a giudicare dal movimento delle piante, c’era evidentemente un pesce. Non riuscivo a trovare la carpa tra le piante, così ho deciso di guadinare tutto il groviglio, possibilmente insieme al pesce. Lo strappo nel guadino mi ha segnalato che il piano era riuscito. Arrivato a riva è iniziato l’unboxing dalle piante; non avevo la minima idea di che cosa avessi effettivamente catturato. Allargando quell’intrico verde è comparsa una testa enorme, con una cavità orale grande come il pugno di un uomo.

Zdeněk Vašek con un’enorme carpa in acqua sul Lago di Bolsena

Al massiccio regina di 110 cm ho pesato 23,5 kg. La montatura è tornata alla profondità giusta e a noi restavano poche ore di pesca. A mezzogiorno in punto il segnalatore ha urlato magnificamente e dalla barca mi sono goduto un combattimento brutale, con la treccia che tagliava i grovigli di piante in cui la carpa cercava infallibilmente la salvezza.

Zdeněk Vašek con una grande carpa presso il Lago di Bolsena all’alba

Il pesce misurava di nuovo 110 centimetri e questa volta pesava 24,6 kg. L’adrenalina mi usciva perfino dalle orecchie. Ho chiuso la spedizione con due carpe tra i 15 e i 17 kg.

Zdeněk Vašek tiene in mano una carpa da trofeo sulla riva del Lago di Bolsena

Una piccolissima nota stonata in tanta bellezza è stata, l’ultima notte, il tentativo di qualche entità con la frontale di rubarci l’attrezzatura da pesca. È arrivata di notte in barca dall’acqua, ma ha avuto la sfortuna che avevamo già caricato le cose in macchina e in più si sono svegliati i bambini, che per il caldo non riuscivano a dormire. E loro, convinti che quello con la frontale che girava in giardino fossi io, hanno cominciato a chiamare la creatura con la frontale, stupendosi del perché il mio presunto io corresse verso la barca e remasse furiosamente nel buio.

È passato un anno e siamo di nuovo nello stesso posto, questa volta attrezzati anche con sensori di movimento e con l’esperienza della precedente vacanza ibrida. Stavolta le montature sono andate subito alla profondità giusta, 6–7 metri. In una settimana ho catturato questa volta circa 15 carpe, di cui 6 misuravano 110 centimetri! Cominciavo già a sospettare che da qualche parte in Italia le producessero di questa lunghezza con una stampante 3D. Quanto al peso, però, questa volta i pesci di questa lunghezza si aggiravano tra 18 e 19,4 kg.

Zdeněk Vašek tiene in mano una grande carpa presso il Lago di Bolsena durante le foto del mattino
Zdeněk Vašek con una splendida carpa sul materassino presso il Lago di Bolsena
Zdeněk Vašek con una grande carpa catturata di notte sul Lago di Bolsena

Il Lago di Bolsena mi ha stregato: la combinazione di un’enorme distesa d’acqua pulita, architettura antica e regine brutalmente combattive, che lottano furiosamente per ogni centimetro di filo, è un cocktail di esperienze incredibilmente gustoso. È un’acqua in cui un giorno tornerò al cento per cento.

Canne da carp fishing su un rod pod presso la riva agitata del Lago di Bolsena, con una barca

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Zdeněk Vašek - DOC

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David Dauchy – Specimen Hunter

David Dauchy

Francia

Fotografo, filmmaker, scrittore e amante della poesia

Noto per
  • Lunga esperienza nella direzione di Gardner Tackle France
  • Collaborazione attuale con i marchi Forge Tackle e BlackDeere
  • Attività editoriale internazionale (Carpe Scene Collector, KaproMánie e altre)
  • Filosofia del “Nomade moderno” e scoperta di acque dimenticate

David Dauchy incarna nel team Specimen Hunter quella “voce silenziosa” che dona alla pesca moderna alla carpa una dimensione letteraria e visiva. Per David, stare in riva all’acqua non è una ricerca di successo meccanico, ma una profonda autoriflessione e un modo di abitare il tempo. Il suo percorso professionale è degno di rispetto: per molti anni ha contribuito a formare il volto della rappresentanza francese del leggendario marchio Gardner Tackle, cosa che gli ha dato un’enorme visione tecnica e rispetto in tutta Europa. Oggi, però, indirizza la sua energia verso progetti che risuonano maggiormente con il suo attuale stato d’animo. Da nomade moderno non cerca prestigio in acque commercialmente esposte, ma trova la vera avventura nelle acque dimenticate, là dove la natura scrive le proprie storie senza il rumore dell’uomo. Il suo cammino è definito dal ritorno alle gioie semplici e alla qualità autentica, un atteggiamento che proietta anche nel suo lavoro attuale per i marchi Forge Tackle e BlackDeere.

Il suo stile autoriale è attraversato dalla poesia e da un profondo rispetto per il dettaglio. David non parte mai per l’acqua senza il suo taccuino; penna e carta sono per lui strumenti importanti quanto le canne. Sa cogliere con una sensibilità straordinaria l’eternità nascosta nelle squame di una carpa, la texture della luce sulla superficie o la sensazione di assoluta solitudine sotto le stelle. La pesca, nel suo modo di viverla, è un atto di resistenza contro la fretta, il rumore e la superficialità del mondo moderno. È una filosofia lenta, in cui la cosa più importante è “essere nel presente”, quando il pescatore diventa parte organica del paesaggio, non il suo conquistatore. David crede che la vera pesca inizi con l’attesa e l’ascolto, molto prima del primo lancio.

Come fotografo e filmmaker, non si concentra sulla documentazione del trionfo tecnico, ma sul cogliere l’umore fugace dell’istante. Il suo linguaggio visivo è inconfondibile per la sua dimensione onirica e per la fascinazione verso l’estetica delle forme naturali. Ammira le vecchie linee delle carpe, la loro storia e l’unicità di ogni dettaglio, che percepisce come una calligrafia viva della natura. Per David, la pesca è un dialogo tra il silenzio interiore e il mondo invisibile sotto la superficie. Nel progetto Specimen Hunter porta un elemento nobile e curatoriale, che ci ricorda che dietro ogni filo teso si nasconde un tentativo di connessione più profonda con gli elementi. È un nomade che ci insegna a tornare a sentire, a respirare e a percepire il mondo nello spazio tra cielo e acqua.

Tomáš Chylák – BARBAR

Tomáš Chylák – BARBAR

Slovacchia

Pescatore di carpe, consulente per marchi, content creator

Noto per
  • Test sistematico dell’attrezzatura da carp fishing in condizioni reali
  • Collaborazione con i marchi Speedy BAITS, KarpMánia e KATRAN Fishing Line
  • Collaboratore della rivista Slovenský rybár e della piattaforma Specimen Hunter
  • Creazione creativa di contenuti video e format educativi con attenzione all’autenticità

Tomáš Chylák, conosciuto nella comunità dei pescatori con il soprannome di Barbar, rappresenta nella moderna pesca alla carpa una voce che cerca risposte nei dettagli e nei test condotti con onestà. Sebbene si dedichi intensamente alla pesca mirata dei grandi pesci solo negli ultimi quattro anni, il suo percorso è definito da una progressione straordinariamente rapida. L’approccio di Tomáš non si basa sul caso, ma sulla costruzione della fiducia in un sistema, dalla scelta del filo giusto fino alla presentazione precisa dell’esca. Per lui l’attrezzatura non è solo un prodotto, ma uno strumento per comprendere le connessioni sotto la superficie.

Il suo mondo di pesca è definito dal contrasto. Nelle piccole acque ferme affina la sua pazienza e il suo senso del dettaglio, dove ogni movimento e la giusta scelta tattica decidono il successo sotto una forte pressione. Al contrario, sulle grandi distese d’acqua, come Zemplínská šírava, cerca libertà e spazio per un pensiero più ampio. Proprio questo equilibrio tra il mondo intimo dei piccoli stagni e l’orizzonte infinito dei grandi bacini lo percepisce come un elemento chiave della propria crescita e della comprensione degli istinti dei pesci.

Una parte importante dell’identità di Tomáš è la condivisione delle esperienze. Come autore e content creator non cerca una semplice presentazione delle catture, ma la trasmissione dell’atmosfera reale vissuta in riva all’acqua. La sua produzione, dagli articoli tecnici fino ai format video dinamici, combina valore educativo con distacco e umorismo. Tomáš comprende che la moderna pesca alla carpa richiede un linguaggio moderno, ma il suo nucleo, il silenzio, la concentrazione e il rispetto per la natura, deve restare immutato.

Come tester che collabora con marchi leader, pone l’accento sull’utilità pratica nelle situazioni che decidono davvero il risultato. Il suo obiettivo non è la quantità, ma la profondità dell’esperienza e la capacità di trasmettere ciò che ha imparato in riva all’acqua. In questo modo completa in modo naturale il mosaico di personalità che formano il mondo di Specimen Hunter.

Radek Švec – Specimen Hunter

Radek Švec

Repubblica Ceca

Pescatore, editor, cacciatore di grandi carpe

Noto per
  • Focus di lungo periodo sulla pesca delle carpe più grandi d’Europa
  • Caporedattore della rivista Rybářství
  • Ex caporedattore di Lovkapra.com
  • Collaboratore di media cechi e internazionali dedicati alla pesca
  • Membro dei team Fox International e Schmidt Experience

Radek Švec appartiene a quei pescatori che hanno scelto una strada stretta ed esigente. Invece di puntare sull’ampiezza, da anni si concentra su un unico obiettivo: la pesca sistematica di carpe davvero grandi. Non come un episodio o la sfida di una sola stagione, ma come una direzione di vita che richiede tempo, disciplina e la capacità di accettare lunghi periodi senza risultati.

La sua evoluzione come pescatore è iniziata con la pesca al colpo e lo spinning, dove già in giovane età riusciva a imporsi anche a livello agonistico. Gradualmente, però, è passato dalla prestazione misurata in punti e classifiche a una prestazione misurata in pazienza. Negli ultimi dieci anni si dedica esclusivamente alla pesca di grandi carpe, inseguendole in tutta Europa e tornando più volte negli stessi luoghi, finché non arriva davvero a comprenderli.

Al suo attivo ha decine di carpe oltre i 30 chilogrammi e catture sopra la soglia delle 70 libbre in cinque diversi paesi europei. Nel 2019 è riuscito a superare la barriera dei 40 chilogrammi, che molti carpisti considerano un traguardo simbolico. Questi risultati non vengono presentati come record isolati, ma come il frutto di una pressione costante su se stesso, sulla logistica, sulla preparazione e sulla capacità di lavorare con l’insuccesso.

Accanto alla pesca, si è affermato in modo evidente anche sulla scena mediatica. Come autore ha pubblicato decine di articoli in magazine cechi e stranieri e, tra il 2021 e il 2025, ha diretto il magazine online Lovkapra.com. Dal 2025 ricopre il ruolo di caporedattore della rivista Rybářství, dove si muove al confine tra lavoro redazionale, gestione dei contenuti e definizione della direzione di uno dei titoli di pesca più longevi del nostro paese.

L’approccio di Radek è diretto e aperto. Per lui un grande pesce non è una metafora, ma un obiettivo. Non cerca scorciatoie né scuse, accetta il rischio che la maggior parte delle spedizioni finisca senza una partenza, e parte dal fatto che un risultato estremo richiede una concentrazione estrema. È proprio questa chiarezza a renderlo un netto contrappunto rispetto ad altri approcci alla pesca e una voce importante all’interno dello spettro più ampio di Specimen Hunter.

Michal Jakoubek – Specimen Hunter

Michal Jakoubek

Specimen Hunter

Fondatore di Specimen Hunter, filmmaker, fotografo, autore

Noto per
  • Fondatore di Specimen Hunter e SpecimenHunter TV
  • Fondatore di Specimen Productions s.r.o.
  • Autore della visione complessiva, dell’identità visiva e della struttura della piattaforma
  • Filmmaker, fotografo e copywriter
  • Fondatore dei progetti WERM studio e Carpblogger.com

Michal Jakoubek è presente alla nascita di Specimen Hunter fin dall’inizio. Non solo come suo fondatore, ma come la persona che ha dato alla piattaforma una direzione, un ritmo e una forma. Specimen Hunter non è nato come un compromesso collettivo, ma come una visione guidata con chiarezza, dietro la quale ci sono una sola mente e un lavoro di lungo periodo.

È filmmaker e fotografo, ma anche autore dei testi, dei concept e della soluzione tecnica dell’intera piattaforma. Partecipa a ogni livello del progetto, dall’identità visiva ai contenuti, fino alla struttura del sito e al lavoro sul linguaggio. I suoi testi compaiono in diversi magazine e riviste, sempre con attenzione al contesto, alla calma e alla storia.

SpecimenHunter TV è la naturale continuazione di questo percorso. Non come formato veloce, ma come spazio per film che lavorano con il silenzio, il tempo e l’atmosfera. Per contenuti che non spiegano la pesca, ma le danno senso. È proprio questa combinazione di controllo autoriale e spazio aperto a definire Specimen Hunter nel suo insieme.

Redakce – Specimen Hunter

Redazione

Specimen Hunter

Voce comune della piattaforma

Specimen Hunter in breve
  • Piattaforma mediatica che unisce pesca, natura e racconto cinematografico
  • Un progetto costruito su un contesto profondo invece che sul consumo rapido di contenuti
  • Uno spazio per autori, filmmaker e creatori senza pressioni legate alla promozione dei prodotti
  • Un ecosistema curato di articoli, film e idee che danno alla pesca un significato più ampio

La redazione è la firma che usiamo quando un articolo non è il racconto personale di un singolo autore, ma un contenuto di Specimen Hunter nel suo insieme. Si tratta di contenuti che rappresentano la posizione della piattaforma, la sua direzione e il modo in cui pensiamo alla pesca, alla natura e ai media.

I testi redazionali nascono dove si incontrano il lavoro di più persone. Spesso vi partecipano un autore, un editor, un traduttore o un curatore dei contenuti. Non si tratta dello sguardo soggettivo di un singolo pescatore in riva all’acqua, ma di testi pensati per dare contesto alle cose, spiegare le connessioni e definire le posizioni che la piattaforma sostiene.

Se un articolo è firmato come Redazione, significa che deve rappresentare Specimen Hunter come team e come progetto. Senza emozioni aggiunte, senza ambizioni personali, senza pressione sulla performance. Solo la voce calma, comprensibile e responsabile della piattaforma.

Lukáš Krása – Specimen Hunter

Lukáš Krása

Repubblica Ceca

Sviluppatore di esche e pasture, pescatore, autore

Noto per
  • Autore di due libri fondamentali sulla pesca alla carpa
  • Collaboratore di lunga data di riviste ceche e straniere
  • Una delle figure rispettate della scena europea della pesca alla carpa
  • Fondatore del marchio LK Baits e di LK Baits Pet, e cofondatore di Rybářství Sahara

Lukáš Krása appartiene a quelle persone che hanno contribuito a formare la concezione moderna della pesca alla carpa non solo con i risultati ottenuti in riva all’acqua, ma soprattutto con il loro modo di pensare. È autore di due libri che sono diventati parte integrante della letteratura di pesca, e i suoi testi vengono pubblicati da anni su riviste ceche e straniere. Non si tratta di guide né di manuali di prodotto, ma del tentativo di comprendere il pesce, l’acqua e le connessioni che, a prima vista, restano nascoste sotto la superficie.

Il suo approccio nasce da un profondo interesse per la biologia della carpa, per i segnali alimentari naturali e per il comportamento dei pesci nel tempo. Proprio questo bisogno di comprendere, e non la rincorsa ai risultati rapidi, lo ha portato gradualmente anche allo sviluppo delle proprie esche e alla nascita del marchio LK Baits. Per lui la tecnologia e l’innovazione non sono mai state un obiettivo fine a se stesso, ma uno strumento per mettere alla prova le idee di cui scrive e su cui riflette.

Nonostante il rispetto internazionale e il lungo percorso, il suo sguardo sulla pesca resta sorprendentemente semplice. Il pesce non è un trofeo e il successo non è un numero. Ciò che conta è il processo, l’osservazione e la storia che si svolge ancora prima dell’abboccata. Proprio questa voce calma, analitica e umana è il motivo per cui Lukáš trova il suo posto nel mondo di Specimen Hunter.

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